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CNR: un colpo di mano evitato, forse non del tutto scongiurato

Ritirato emendamento alla Legge di Bilancio che, senza alcun dibattito, costituiva un nuovo Istituto di ricerche marine e polari.

03/12/2020
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A sorpresa, il 27 novembre, abbiamo appreso della presentazione all’esame della Commissione VII della Camera dei Deputati di un emendamento all’art. 90, il 90 bis, alla legge di Bilancio attualmente in discussione, per costituzione di un istituto di ricerche marine e polari che insieme ad una Stazione di ricerca marina avrebbero dato nuovo lustro alle attività di ricerca e soprattutto a chi lo avrebbe diretto. Il nuovo Ente avrebbe strappato al CNR 3 Istituti che si occupano di ricerche marine e il giovane istituto di Scienze Polari. Tutto senza nessun dibattito pubblico e trasparente ma utilizzando il sotterfugio usare la legge di stabilità che ha finalità diverse da quelle di mettere mano alla riorganizzazione degli Enti di Ricerca. Un’operazione di potere di cui qualche arrivista dovrebbe vergognarsi.

Utilizzare la legge di Bilancio per far passare un’operazione di potere è inqualificabile e se pure ci fosse stato l’intento di promuovere una discussione nel Paese su come dovrebbe essere la ricerca polare e marina in Italia, non avere avuto il coraggio di affrontarla con un dibattito vero e aperto rende l’operazione squallida e pericolosa.

Speravamo che la stagione dei colpi di mano, quando si creavano e sopprimevano Enti di Ricerca per far piacere a qualcuno appartenesse al passato. Evidentemente non è così e i fantasmi del passato ritornano, con nomi diversi ma con gli stessi obbiettivi: destrutturare e depotenziare il CNR e favorire nuove lobby e centrali di potere. Sempre discutibili.  

E’ stata completamente esautorata la comunità scientifica degli Enti coinvolti. Sicuramente il personale dei tre Istituti marini e dell’Istituto Polare del CNR, nel formulare la proposta alla cui base, se non scaturisce da una discussione interna all’Ente partecipata e condivisa, di scientifico non ha nulla.

Tale modalità è sicuramente deprecabile. La commissione cultura della Camera, per fortuna ha contestato metodo e merito ottenendo il ritiro dell’emendamento. Una brutta storia a cui opporsi con forza.

Gli Enti e la comunità scientifica devono essere protagonisti del loro futuro. Non subire espropri o occupazione da parte di chi è mosso solo da sete di potere.La FLC CGIL vigilerà, poiché ad oggi non c’è un del tutto scampato pericolo.

Non vorremo che nottetempo qualche manina furtiva reintroducesse l’emendamento nel corso dell’approvazione della Legge di Bilancio 2021. L'unicità del CNR, che sta proprio nella multidisciplinarietà e nella eterogeneità di eccellenti competenze che si sono sviluppate e che lo rendono unico, va difesa e salvaguardata come patrimonio non solo della comunità scientifica ma del Paese.

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